IspirazioniCucine bianche: un colore sempre di moda, per ambienti grandi o piccoli

Cucine bianche: un colore sempre di moda, per ambienti grandi o piccoli

Cucine bianche per arredare in modo “luminoso” qualunque ambiente e i consigli per valorizzare al massimo l’ambiente.

  • Perché scegliere una cucina bianca
  • In che materiale posso avere la cucina bianca?
  • Quanti tipi di bianco ci sono?

La cucina bianca è un classico. Senza tempo, non passa mai di moda né cala nel gradimento in chi la sceglie, poiché il colore neutro la rende un passe-partout perfetto in ogni casa e per ogni stile di arredamento. Il bianco è infatti la tinta scelta dalle aziende per i primi modelli “americani”, ovvero le composizioni modulari e industrializzate degli anni Cinquanta, fornite degli antenati dei nostri elettrodomestici in versione esclusivamente candida.

Perché scegliere una cucina bianca

Il “candore” della cucina bianca rende questi modelli facili da ambientare: si possono accostare senza problemi a un living classico arredato con mobili in legno o a uno moderno con pezzi molto colorati.

Le cucine bianche, laccate o in laminato, sono dotate di un fascino intramontabile che le rende immuni dalle mode, danno una sensazione di luminosità e freschezza grazie alle loro superfici candide che riflettono la luce. Va detto però che c’è bianco e bianco: dal panna al bianco ghiaccio, le sfumature sono tantissime, disponibili nelle varianti lucide o opache.

Luminosa e fresca, una cucina total white, dall’aspetto ordinato ed elegante, può essere inserita nei contesti ambientali più diversi, dal monolocale al grande appartamento, dall’abitazione in stile classico al loft contemporaneo.

I modelli contemporanei, caratterizzati da linee e superfici lisce, sono la soluzione ideale per le cucine moderne che si aprono direttamente sul living, che può così essere in qualunque finitura che senza che si creino conflitti o dissonanze tra i due ambienti.

Per scaldare la composizione, basta introdurre qualche elemento in essenza, con venature a vista che ne esaltano l’aspetto materico.

Le cucine bianche sono dotate di un’eleganza senza tempo e presentano il vantaggio di non appesantire l’ambiente nemmeno in caso di modelli di grandi dimensioni. Se la composizione viene addossata su pareti a loro volta bianche si crea un effetto di dilatazione dello spazio mentre un gioco di colore a contrasto definisce nettamente i confini della stanza. La scelta degli accessori contribuisce a accentuare lo stile della cucina stessa: in legno per il provenzale, in acciaio per l’high tech, con colori flou per un effetto pop.

Un altro vantaggio della cucina bianca, come se fosse una tela candida, è quello di poter cambiare facilmente lo sfondo creando un vero e proprio relooking dell’ambiente.

In che materiale posso avere la cucina bianca?

La cucina bianca può essere in legno o in vetro laccati (le più pregiate), in laminato, in polimerico, in nobilitato, in melaminico, in pvc. La finitura bianca, però, oltre che sui pannelli legnosi (laccati o rivestiti in laminato, polimerico o pvc), si può realizzare mediante verniciatura su materiali come inox, alluminio o vetro.

Quanti tipi di bianco ci sono?

Le sfumature del bianco sono tantissime: bianco ottico, il bianco gesso, bianco ghiaccio, bianco panna, bianco perla, bianco calce…  e a seconda che si tratti di uno o dell’altro è consigliabile utilizzare sempre lo stesso tipo anche per altri elementi (pareti, finestre, porte, altri mobili… ).

Bianco puro

La cucina bianca per eccellenza è quella dalle ante candide, lisce, prive di qualsiasi fronzolo. L’aspetto minimale nasconde però spesso dettagli sofisticati, che si rivelano nella declinazione materica o nel disegno di alcuni particolari: gole ad hoc per l’apertura di ante e cassetti, accessori e meccanismi come maniglie o cerniere, raccordi con i materiali del top come scuretti o giunti. L’anta liscia, con finitura lucida o opaca a seconda del gusto, sottolinea la presenza scultorea dei volumi contenitivi, così come la tecnologia dei grandi elettrodomestici. E può essere dinamizzata dall’accostamento con materiali dalle texture decisamente più cromatiche, come l’acciaio, le essenze lignee, i compositi colorati, le solid surface materiche.

Bianco e nero optical

Una ulteriore possibilità, nella scelta di una cucina bianca, può essere quella di optare per il cosiddetto stile optical, termine derivato dalla moda indicante un accostamento in deciso contrasto tra bianco e nero. Che sia la cornice dell’anta, la finitura dello zoccolino o il colore del top ad aggiungere il tocco black, il risultato è sempre particolarmente espressivo. Ancor più se poi si vuole tendere al vintage, virando la scelta sia sugli anni Cinquanta sia sul gusto industriale. Poche aggiunte mirate – rivestimento schienale o alzata in tema, elementi metallici ossidati… – riescono così a dare carattere a una composizione di segno assolutamente minimale, personalizzandola in modo originale. 

Cucina bianca anche in versione classica

Una cucina candida declinata in versione classica rende meno stucchevole la composizione, rispetto alla scelta del legno a vista. Le ante a telaio bianche possono infatti suggerire un’estetica derivata dalla tradizione senza tuttavia eccedere nei richiami. Laccata a poro aperto, per lasciare intravedere le venature del legno, o meno – sia opaca sia lucida – la cucina diventa più luminosa rispetto a un modello in essenza, adatta anche ad ambienti di piccole dimensioni. Una buona soluzione, inoltre, per chi non intenda rinunciare al calore e all’accoglienza dello stile classico, ma abbia il resto dell’arredamento di casa di gusto moderno. A maggiore ragione se si opta per una composizione priva di maniglie, con gole integrate nell’anta che danno un ulteriore accento moderno all’insieme.  

Quali colori abbinare a una cucina bianca?

Che nessuna tinta stia male vicino al bianco è cosa nota. Va però evidenziato che abbinare ad esso solo toni neutri può non essere la soluzione migliore. L’ambiente con la cucina bianca dovrà quindi prevedere alcuni elementi che creino un bel contrasto: un caldo parquet, piastrelle decorative, superfici rivestite in resina in tinte scure, pitture vivaci o comunque in tonalità intense e decise, rivestimenti in carte da parati d’effetto… oppure alcuni elementi della cucina stessa (il top, un modulo con vani a giorno, una boiserie… ). Per personalizzare queste composizioni, occorre puntare su dettagli mirati, come moduli cromaticamente a contrasto se l’obiettivo è vivacizzare. Oppure semplici profili neri per enfatizzare stile rigoroso e gioco grafico. Per inserire una nota cromatica, anche in una cucina già esistente, basta aggiungere uno o più scaffali. Vanno bene anche small size: trovano facilmente posto su una piccola porzione di muro e si possono integrare nel tempo. Per quanto piccoli, sono sempre utili per riporre barattoli, tazze, bicchieri e libri.

“Scaldare” la cucina bianca con il legno

L’accostamento di bianco e legno dà vita ad ambienti discreti e al tempo stesso sofisticati. Le ultime tendenze vedono protagonista il rovere naturale, un’essenza pregiata dalla tonalità giallo miele, che non appesantisce le composizioni e si accosta con facilità a diverse nuance. È un legno che viene spesso impiegato anche per il parquet: un altro punto a suo favore, perché permette di realizzare soluzioni d’arredo stilisticamente e cromaticamente equilibrate. Materiale “vivo”, nel tempo, se esposto alla luce del sole, può cambiare colore. Ma esiste anche l’alternativa décor, inalterabile e più economica, che si ottiene con diversi tipi di laminato.

Come ravvivare la cucina bianca?

Con moduli a contrasto

In una cucina bianca si ottengono ottimi risultati ad inserire elementi della stessa composizione in essenza, laccato colorato o superfici materiche a contrasto, per esempio un’intera isola, il top, un gruppo di pensili o le armadiature a colonna, una cappa scenografica effetto legno oppure gole colorate, in un’altra tinta presente nell’ambiente.

Con pavimenti e pareti in forte contrasto o molto decorativi

Anche pavimenti e pareti possono essere giocati su tonalità che valorizzino la cucina bianca:  calde boiserie in legno, piastrelle scure a terra, ceramica effetto cemento oppure cementine e azulejos, rivestimenti super decorativi che l’attuale tendenza continua a premiare secondo il nuovo motto more is more. Una soluzione più soft, rispetto al rivestire un’intera parete in ceramiche dalla spiccata valenza estetica, è quella di delimitarne la superficie, prevedendo per una parte di parete collezioni più neutre, con la vocazione del passepartout.

I mobili risalteranno al massimo su una superficie murale dipinta o anche su un pavimento, in una tinta scura (grigi e marroni sono molto di tendenza) oppure squillante e vivace. Speciali effetti decorativi si possono ottenere oltre che con normali idropitture anche con stucchi e resine.

Per dare dinamicità alla stanza, il consiglio è di scegliere una tinta su cui giocare per contrasto. Il colore potrà allora essere “affidato” a una parete (o magari a una sua porzione), al pavimento oppure alle ante di una parte ben evidenziabile della cucina stessa, per esempio i pensili o la penisola oppure il tavolo, ma anche ad accessori, lampadari o per esempio cappe, se si scelgono modelli particolarmente decorativi, dall’importante presenza scenografica.

La luce naturale e artificiale nella  cucina bianca

La scelta del bianco amplifica la luminosità degli ambienti (e tra l’altro trasmette un senso di pulizia e igiene), ma perché la cucina risulti funzionale e armoniosa, è necessaria un’illuminazione artificiale strategica, che risponda a una pluralità di esigenze. Prima di tutto bisogna pensare a quella generale: servono uno o più punti luce centrali, da abbinare a piantane e applique nel caso di cucine a vista. Per quanto riguarda la zona operativa, invece, è fondamentale illuminare bene il piano di lavoro: per le composizioni in linea sono ideali le strisce a led sottopensile, mentre sopra isole e penisole vanno previste lampade a sospensione. Stesso tipo di illuminazione anche per il tavolo, possibilmente con una fonte di luce diretta. Sul piano cottura, in genere, è sufficiente quella fornita dalla cappa, ma se ne dovesse servire una aggiuntiva, la soluzione più immediata sono le strisce a led a batteria.

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